[1105]. In appendice all’op. cit., pag. 191 segg., e tavola XLI, fig. 64.
[1106]. Leggesi in giù, a caratteri minuti e con abbreviature: Descriptio totius orbis † pax ismaheli qui hoc ordinavit; e intorno intorno il pallio semicircolare, a caratteri grandi molto ornati: O Deus Europae cesar Heinrice beare, Angeat (augeat) impreium (imperium) ibti (tibi), rex qrenwine (qui regnat in aevum).
Tra le altre leggende, v’ha sotto il Cancro: Hoc sidus Caucbi fert nociva mundi. Il dotto editore ha corretto facilmente cancri; ma io cancellerei volentieri la correzione e leggerei in questo luogo il vocabolo arabo kaukab, (abbreviato kaukb) “stella,” scritto in caratteri latini. Il ricamatore arabo, m’immagino io, vedeva una stella, non capiva il nome, e quindi lo lesse a dirittura in arabo come, per esempio, i nostri marinai fecero Negroponte da Εύριπος.
[1107]. Certamente si ricamava in tutte le parti d’Italia pria che i Musulmani venissero in Sicilia; ma la voce ricamare, derivata senza dubbio dall’arabo, dà luogo a supporre che quest’arte sia stata, nel resto d’Italia, perfezionata ed estesa da’ Siciliani dopo l’undecimo secolo. Non v’ha ragione di attribuire agli Spagnuoli il vocabolo nuovo e il miglioramento dell’arte ch’esso attesta. D’altronde nel tirâz musulmano si tessevano anco i drappi di seta: e noi non abbiamo alcun ricordo di tali drappi fabbricati in terraferma d’Italia avanti il XIII secolo.
[1108]. Si vegga il nostro libro IV, cap. vij, pag. 342, del II volume. Il nome di Ismahel, ricamato nel pallio, tronca ora la quistione.
[1109]. Si vegga il cap. iij del presente libro, pag. 448, nota 3.
[1110]. Boch, op. cit., tavola VII, fig. 9, testo pag. 32, 35. Avverto che in questa tavola e nella XXIV veggo molto confusa la iscrizione che io lessi chiaramente, fuorchè due vocaboli all’ultimo, sopra un bellissimo lucido che mi mostrò il signor Boch, l’anno 1858, in Parigi. E su que’ vocaboli e qualche altro io dissento dalla trascrizione e versione del dottor Behrnauer, pubblicata nell’opera del Boch.
[1111]. Op. cit., tavola XII, fig. 15, 16, e pag. 56 segg.
[1112]. Op. cit., tavola IV, fig. 6; VIII, fig. 10; X, fig. 13; XII, fig. 15, 16, e pagine 36 segg., 49 segg., 56 segg., 60, 61, 65 del testo.
Si guardi anco, nelle tavole III e XXX, ed a pag. 153, una tunica azzurra con fimbria e paramani rossi ricamati in oro, opera del XII secolo, al dir dell’erudito autore, la quale parmi anche siciliana.