[1232]. Azraki, op. cit., pag. 323 segg.
Questo lavoro, fondato su le tradizioni d’un erudito meccano che visse al principio del IX secolo, fu scritto alla metà dello stesso secolo e vi furon fatte aggiunte nel X. Noi vi leggiamo l’altezza e la larghezza di ciascuno dei 43 archi, i quali, scempii, ovvero uniti a due, a tre ed a cinque, formavano le 23 porte (nel 1814 erano 19) della gran moschea quadrilatera della Mecca, com’essa era dopo le costruzioni de’ califi Walîd (705-715), Mansûr (754-755) e Mahdi (775-785), descritte nell’opera stessa, pag. 300 segg. Alla più parte di cotesti archi si dà l’altezza di 10 o 13 dsira’ (ossia braccia, che supponghiamo da metri 0,54) su la larghezza di 7 dsira’ poco più o poco meno. Un solo è molto basso, cioè 10 di altezza per 9 di larghezza; altri, al contrario, molto allungati, cioè di 9 sopra 5 e di 10 sopra 5, intere o scarse.
[1233]. Burckhardt, op. cit., vol. I, pag. 243, 277 segg.
[1234]. Libro II, cap. v e ix nel vol. I, pag. 294, 407.
[1235]. Bekri, Description de l’Afrique, testo di Parigi, pag. 25, e traduzione nel Journal Asiatique di ottobre 1858, pag. 475-476.
[1236]. Libro III, cap. ix, vol. II, pag. 190.
[1237]. Libro IV, cap. iv, vol. II, pag. 274.
[1238]. Dissi di cotesta iscrizione nel libro IV, cap. iv, vol. II, pag. 274, e poi l’ho letta io stesso e pubblicata, nelle Iscrizioni arabiche di Sicilia, classe I, n. 1, Rivista sicula di marzo 1869.
[1239]. Nello stesso libro IV, cap v, vol. II, pag. 303.
[1240]. Libro IV, cap. v, vol. II, pag. 294 segg.