Per ch'io non posso amarlo.
R.
e anch'io non posso
Ponerti amor adosso: e però resta:
Femina pronta e presta, a mia ruina
Che a questo non se inchina, la mia mente
Anci per sempre absente: ad hor mi fatio.
Rustico partesi sdegnato: & Chyreresis dogliendosi dice.
Chy.
Credo che donna sotto il ciel anchora
Mai di me non fu vista, più infelice
Seguo chi me odia, e fuggo chi me adora
Pipistrel fommi: & posso esser Phenice
Pur s'io non ho costui forza è ch'io mora
Che a me star senza lui, viva non lice
Non posso più cusì vol la mia sorte
Pon sol duo in me, lui prima, e dapoi morte.
Chyreresis tace: & Nobile sopragiunge vestito da dottore: & salutandola in questo modo dice.
No.
Quel pharetrato, cieco, alato, e nudo
Che ogni dur petto, intenerisce, e scalda
Quel fanciullin, spietato, orrendo, e crudo
Che dato il colpo suo, mai più non salda
Quel contra il qual, non giova elmo né scudo
Né fuggir per stagion fredda né calda
Quel te saluti, e se dormi ti svegli
E che alquanto me ascolti te consegli
Dapoi per gratia al men se non per merto
Piaquati haver pietà, dil mio tormento
O farmi un qual segno, ch'io sia certo
Che non sen porti, mie parole il vento
Che se ben d'altro gaudio, resto incerto
Pur ch'io veggia me ascolti i' mi, contento
Che non v'è doglia più spietata, e molta
Che narrar suoi martyri, a cui n'ascolta.