Il duca, pallido, sconvolto, si era appoggiato alla parete e pareva stesse per venir meno. Quando vide che Riccardo, dissimulando il suo turbamento porgeva i polsi ai ferri gridò:
— Dite al vostro capitano che ho ordinato io che il prigioniero fosse ricondotto libero e sciolto alla sua carcere.
Il sergente guardò il duca come intontito.
— Quando l’ordina lei — disse poi — posso anche chiedere che mi sia tolta la punizione che avevo meritato.
E voltosi al giovane:
— Andiamo dunque... e vi giuro che la promessa sarà mantenuta. Sceglierò io dodici buoni tiratori...
Il giovane mosse fra i soldati per andar via; in questo gli occhi del padre e del figlio s’incontrarono, ma il giovane si contenne e passò oltre.
Quando il vecchio duca fu solo, cadde di peso su una sedia e nascondendosi la testa fra le mani:
— Dio mio, Dio mio, — gemette — non ti erano bastati tanti anni di esilio, di solitudine, di dolore; non ti era bastata tutta una vita di strazî e di tormenti!...