Oramai si sapeva da tutti che il sergente de Chantel era innamorato cotto della bella ragazza che da quattro giorni alloggiava nella tavernola di Cicco. Lo si vedeva dritto, impalato nel mezzo della via mentre ella si teneva sull’uscio con fare sbadato; non pertanto non lasciava desiderare le occhiate al giovanotto, che la sera, quando non era di servizio, passava le ore di libertà concessegli dal regolamento militare, seduto nella cantina presso alla bellissima gimiglianese.

Quella mattina se ne stava addossato al muricciuolo di un orto che si estendeva dietro la bettola di massaro Cicco, e con gli occhi in alto aspettava che comparisse alla finestretta il florido e roseo volto della giovane donna. La quale infatti apparve, si guardò intorno, e poi fece un cenno al sergente che sussultò di gioia. Ella intanto si era ritratta; poco dopo una porticina sottostante alla finestretta si aperse e la giovane contadina sporse il capo invitando con un cenno il sergente ad andare a lei.

— Non fate rumore, non fate rumore — gli disse sottovoce — il nonno veglia. Se ci sorprendesse, sarebbe per voi e per me un grosso guaio.

Il sergente era entrato ed aveva cinto di un braccio la vita della ragazza che lasciava fare con un sorrisetto sornione tra labbro e labbro.

— Sapete che dobbiamo andar via! — disse poi con un sospiro. — Il fondachiere ci ha detto stamane che ha avuto ordine di sfrattarci. Voi non avete potuto trovarci un ricovero, è vero? non avete potuto?

— Ma sì, ma sì — rispose il sergente — un bugigattolo attiguo al corpo di guardia che ha due porte; l’una si apre nella campagna, l’altra nella saletta che precede la prigione.

— Perchè non me lo avete detto prima? — fece lei con ciera imbronciata.

— Perchè solo adesso ho potuto intendermela con un antico servo del castello che mi ha dato le chiavi dell’una e dell’altra... e se l’è fatto ben pagare; ma ora eccole, eccole, e non per uno ma per più giorni potrete star tranquilli e sicuri.

E in così dire mostrava con gioia fanciullesca due chiavi legate insieme.

Ella gliele strappò di mano con subito atto e le veniva girando e rigirando.