— Fra mezz’ora... la porticina è là in fondo... vedrai la luce tra le fessure.
— Dormi anche tu, figlia mia — diceva Pietro — Anche tu hai bisogno di riposo.
— Sì, nonno, sì — rispose Vittoria.
— Va, buona notte — mormorò il sergente — Riposate tranquilli. Domani penseremo al da farsi.
E intanto stringeva il braccio di Vittoria come per rammentarle la promessa.
— Andate, andate — fece Pietro, con la voce smozzicata di chi stia per addormirsi — e che il buon Dio ve ne rimuneri.
Il sergente aprì la porticina in fondo che si rinchiuse cigolando sui cardini.
Vittoria e Pietro il Toro compresero di esser soli.
— Tu non dovrai punto gridare, intendi? non dovrai punto gridare — diceva Pietro con voce soffocata, attirando a sè la donna che gli si era seduta vicino — Io origlierò alla porta e sopraggiungerò in tempo, non dubitare.
— Taci ora, taci — rispose lei.