— Presto, la corda... legagli dietro la nuca il bavaglio.... Così... So un nodo che m’insegnò il Marinaio....

Il sergente giaceva senza moto, con metà del viso nascosto dal bavaglio.

Ella aveva messo una delle chiavi nella toppa della prigione, ma per l’orgasmo non riusciva a farla girare.

— È inutile... non so... Vieni, vieni tu! Presto, chè sento del rumore.

Pietro il Toro che aveva finito di legare il sergente, balzò presso di lei, le tolse le chiavi e si diede a girarle e a rigirarle.

— Maledizione, resta solo il catenaccio — disse, mentre scuoteva poderosamente la porticina.

Ella, pur non perdendo di vista il sergente, che aveva le mani e i piedi avvinti e che attraverso il bavaglio faceva udire un rantolo sordo, diceva:

— Il rumor si avvicina.... Non m’inganno io...

— Sono i soldati che russano — rispose Pietro continuando a trarre a sè la porta.

— No, no, il rumore è di là, viene dal castello... Non abbiamo che pochi istanti.