— Fuggito! — gridò il vecchio — fuggito?!

E vedendo aperta la porta della prigione vi corse e trovandola vuota tornò al sergente che con uno sforzo si era alzato a sedere.

— Come si chiamava il prigioniero che è fuggito? — chiese con voce tremante.

— Era il capo della banda... colui che doveva esser fucilato stamane — rispose il sergente con voce strozzata.

— Ah! — fece il vecchio risollevandosi.

Ma dovette appoggiarsi alla parete per non cadere: era livido in viso e pareva colto da un tremore in tutte le membra.

— Aiuto, aiuto! — gridava il sergente.

Il vecchio si scosse, si chinò su lui, gli mise la mano sulla bocca.

— Taci — gli disse sommessamente. — Io voglio salvarti. Nol potrei se ti udissero. I soldati sono immersi nel sonno, certo perchè ubbriachi. Dunque fosti tu ad ubbriacarli per favorire l’evasione.

— Io no, io no — gemeva il poveretto — glielo giuro, signor Commissario.