Ed era andato a letto sicuro che il giorno appresso qualcosa si sarebbe saputa. Che bei sogni aveva fatto! Certo il suo figliuolo d’adozione non lo avrebbe dimenticato e la sua vecchiaia sarebbe trascorsa tranquilla nel benessere... Anche Geltrude sarebbe stata contenta, chè Riccardo non le avrebbe negato quel che ella ambiva, la proprietà assoluta del molino. Eppoi, chissà che l’antico disegno di Pietro il Toro non si sarebbe effettuato, chissà se non era destino che i due fratelli si conciliassero con un buon matrimonio tra Alma e Riccardo! Come era lieto di aver compiuto la missione affidatagli dalla povera morta, assistito dal buon Dio che aveva preservato il giovane Riccardo dai tanti pericoli affrontati nella sua vita avventurosa! Certo era stata la madre che lo aveva protetto, la madre che aveva ricondotto il padre a suo figlio, e lui che era stato l’istrumento del quale si era servita la provvidenza se ne sentiva profondamente commosso!

Non aveva dormito mai così bene; quantunque svegliato a mezzo il sonno dai picchi poderosi alla porta di strada, un lieto pensiero gli balenò alla mente. Lo si voleva al castello perchè ei fosse partecipe della gioia di quei due esseri che egli aveva fatto felici.

— Capperi — disse balzando dal letto per correre ad aprire. — è appena l’alba... non han voluto porre indugio... Già, avran passato la notte a narrarsi vicendevolmente la loro storia.

Aperse tutto lieto in viso e vide a sè dinanzi un caporale dei volteggiatori.

— Che cosa è — disse Carmine — Mi si vuole al castello, non è vero?

— Non siete voi Carmine? — rispose il caporale — Mi han detto che voi solo qui portate un tal nome.

— Sicuro, sono Carmine. È il duca, o meglio, colui che chiamate Sua Eccellenza il Commissario che vi manda?

— Mi manda il mio tenente. Sbrigatevi.

— Aspettate che finisca di vestirmi. Se preferite andare innanzi vi raggiungerò.

— Ho l’ordine di non perdervi di vista... Non ve l’aspettavate una nostra visita a quest’ora! Già avevo preso le mie precauzioni facendo custodire le finestre.