Poi voltosi a due soldati che col fucile al braccio si tenevano sotto le due finestre della casuccia:

— Venite qui voi... Il marrano voleva che andassi innanzi per sgattaiolarsela... Se fossi stato io nei panni del Commissario vi avrei fatto fucilar tutti, tutti, intendete?

Il povero Carmine ascoltava intontito, con la bocca aperta dalla sorpresa.

— Ma... — balbettò poi — non vi manda il Commissario, il signor duca, anche se l’ordine vi fu trasmesso dal vostro tenente? A che dunque queste precauzioni? Al primo picchio, quantunque dormissi profondamente, compresi che mi si voleva al castello...

— Perchè vi rimorde la coscienza... perchè sapete quel che è accaduto stanotte.

— Dio mio, che è accaduto? — gridò Carmine sconvolto.

— Animo, via, non fate lo gnorri... Vestitevi ed andiamo.

In così dire seguito dai due soldati spingeva Carmine nella casuccia.

— Dieci minuti per finir di vestirvi... La compagnia è già sotto le armi.

— O Gesù, Gesù! — gemette il pover uomo. — Mi si vuol fucilare forse? E che ho fatto, che ho fatto?