— Che vuoi farci? — disse poi con un sospiro — ognuno ha il suo destino... In me si sono fusi i due sessi: sento in me la donna come sento l’uomo. Per esempio, quando ti vidi la prima volta, non so perchè, intesi vergogna dell’abito che vestivo, e in quel tempo in cui non ti ho veduto più, pensando a te, io mi rivedevo con le mie belle vesti signorili, con lo strascico, col fisciù, col cappellino, con le mie belle chiome di un tempo spartite sulla fronte e ricadenti in anella sugli omeri! E dire che ne avevo visto dei bei giovani!... Anche il Vizzarro, che fu il mio primo e solo amante, era un bel giovane... però, vuoi che te lo dica? Non l’ho amato d’amore, no, non l’ho amato d’amore. Sai quel che mi fecero soffrire per lui? Sai che per tanti mesi mi tennero legata, e mi bastonavano, e mi schiaffeggiavano, comprendi? E lui intanto, lui che era riuscito a fuggire, lui se la godeva con... È vero che venne poi per liberarmi, ma non tanto per liberar me quanto per...

Non proseguì: come sopraffatta da orrendi ricordi nascose la faccia tra le palme; onde egli, scosso dai suoi pensieri, la guardò e se ne intese commosso. Per distrarla le disse:

— Bisognerebbe intenderci sul modo come difendere il castello...

Lei si aspettava una parola più dolce, quella che aveva invocato con l’anima sua; non ottenendola parve sentisse sdegno e vergogna insieme del suo abbandono.

— Intenderci? — esclamò con voce aspra e sollevando il capo con fierezza. — È presto fatto: chi non fa nessun conto della vita la esponga ove è maggiore il pericolo... È questa la tattica della mia banda: ne hai tu una migliore?

Fu interrotta da uno scalpitar di cavalli: egli si alzò, sollevato da un gran peso. Eran quelli gli armigeri al certo che giungevano in tempo per interrompere quel colloquio così imbarazzante per lui. Non amava quella donna da cui si sentiva amato con passione così prorompente; non per tanto incominciava a subirne il fascino fisico acuito dall’amor proprio lusingato. Nelle parole di quella donna, che per la sua ferocia destava il terrore dovunque apparisse con la sua banda, ci erano degli accenti di una ineffabile dolcezza: parlando a lui in quell’ora della notte, in quel silenzio, in quella tenebre, era divenuta la donna in tutta l’ineffabile vaghezza della beltà dell’anima e delle forme: non era la guerrigliera famigerata, trista eroina di tante storie di sangue, era un cuore amante che si offriva timidamente, che pur cercando di dissimulare i suoi fremiti, pulsava di desiderio. Se gli si fosse offerta in un impeto di sanguinosa passione, egli si sarebbe lasciato vincere per poi dimenticare; ma, lo aveva ben detto lei, era quella la prima volta che amava d’amore. Quale sinistra influenza avrebbe avuto quella donna sulla sua vita se egli avesse ascoltato più l’ardente voce del sangue che quella della ragione? E quando, poi? quando la sconosciuta, che aveva ormai dei diritti sulla sua vita, lo chiamava a sè; quando di nuovo vedeva a sè dinanzi un raggio di luce nel quale si delineava il suo avvenire sottratto all’obbrobrio del presente, perchè lui bene aveva coscienza di quanto indegna, rovinosa fosse quella guerra, che se aveva un nobile e patriottico principio, era degenerata in una orrenda lotta di ladroni!

I due armigeri intanto si erano avvicinati.

— So che debbo seguirvi — disse il giovane. — Aspettate che lasci le disposizioni per la banda.

Poi voltosi alla donna, che non era stata punto riconosciuta, sicchè i due armigeri credevano fosse un uomo, il capo dell’altra banda, le disse:

— Mi affido a te per le disposizioni: te la intenderai con Pietro il Toro. È meglio però che le due bande siano divise.