— Dovevamo prevederlo, dovevamo prevederlo... Carmine gli aveva tutto svelato!...
— Prosegui, prosegui — disse Riccardo vincendo il suo orgasmo. — Fu dunque Carmine che ti diede tale notizia?
— Proprio lui. Usciva dal castello, ove non so che fosse andato a fare ed era sconvolto come chi sia colpito da una grande sciagura. Cosa strana, perchè infine a lui che può importare che il Commissario muoia o viva? Al vedermi corse a me, cosa anche strana questa, perchè mi ha sempre evitato... anzi credo che appunto per questo al vedermi mi parve che, pur sconvolto com’era, sussultasse di gioia.
Riccardo ascoltava anelante, ed anche Pietro il Toro pendeva dalle labbra dello zoppo. Avevano compreso entrambi che Carmine si era rivolto a lui onde la notizia giungesse al loro orecchio.
— Ma a noi che importa tutto questo? — borbottarono alcuni. — A noi importa di metterci al più presto al sicuro.
— Importa a me e molto! — gridò Riccardo. — Continua — disse poi rivolto allo zoppo.
— Dunque Carmine si avvicinò a me e mi disse: Il povero duca è moribondo: anzi credevo fosse morto ma poi si è riavuto. Stanotte fu colpito da apoplessia dopo la fuga del prigioniero, la quale si rinnovò più rudemente or ora in mia presenza. Non giungerà a stasera. Se capitan Riccardo lo sapesse, chi sa, forse sarebbe un bene per lui e per gli altri. E in ciò dire mi guardava fiso fiso per farmi bene intendere il suo pensiero.
Capitano Riccardo aveva piegato il capo e si copriva il volto con le mani. Tacevan tutti compresi da tristezza, pur senza saperne il perchè. Infine il giovine sollevò il viso che apparve solcato di lacrime, si passò la mano sulla fronte, e giungendo risolutamente a dominar l’angoscia, disse rivoltosi agli astanti:
— Un obbligo sacro m’impedisce di seguirvi. Andate, amici, andate, fratelli, io vi sciolgo da ogni vostro impegno. Se però alcun di voi vuol seguirmi in Sicilia, fra cinque giorni, se mi sarà dato deludere la vigilanza dei nostri nemici, io sarò nel villaggetto di S. Eufemia. Conosco colà il padrone di una barca che è dei nostri, fedele al Re ed acerrimo nemico dei Francesi. In Sicilia potrete trovare da occuparvi nelle nuove bande che ivi si formano. Però voi già avete compreso che grande è il pericolo che ci sovrasta e molti di noi morranno prima di giungere al mare. Non vi consiglio di dividervi: se le uscite non sono già guardate, lo saranno fra poco; è meglio essere uniti per fare impeto con probabilità di vittoria, sui soldati che vi trovereste a guardia. Ed ora, abbracciamoci fratelli, e che Dio ci protegga!
— Venite con noi, venite con noi! — gridaron tutti.