Il vecchio spalancò gli occhi, il volto gli si accese, fissò Carmine balbettando senza poter proferire parola. Infine fece uno sforzo.

— Parla — disse borbogliando — parla. Una gioia? E vuol Dio farmi morire con una gioia nell’anima?

Nello sguardo gli sfavillava il pensiero del figlio, ma non osava interrogar Carmine, tanto vana gli pareva una tale speranza. Lo fissava interrogandolo con la muta espressione del viso.

— Sì, il Signore ve la farà questa grazia — rispose Carmine. — Egli è qui, rischiando di essere ripreso; è qui, avendo saputo del vostro male. Furono i suoi compagni che ne aprirono la prigione...

Il vecchio parve trasfigurato: lo sguardo fin allora velato gli si era acceso come se tutta l’anima vi fosse affluita.

— Lui qui, qui, il figlio mio?

— In veste di frate per deludere i sospetti.

Il vecchio soffocava dalla emozione; si levò a sedere agitando le braccia verso la porta ove era apparsa la figura di un monaco tutto chiuso nel cappuccio.

— Figlio mio, figlio mio! — rantolò il moribondo.

— Padre, padre mio! — gridò Riccardo, e lasciando cadere il cappuccio si prostrò al lato del letto, baciando e ribaciando la mano tremante che il padre gli porgeva.