— Siete voi? — chiese una voce di dentro.
— Sì, ed è con noi capitan Riccardo.
— Ho l’ordine d’introdurlo subito. Fate che si avvicini.
— Avvicinatevi — disse uno degli armigeri a Riccardo.
Il giovane si appressò alla porticina. Poco dopo questa si aperse, pur rimanendo in parte assicurata a massicce catene.
— Entrate — disse la voce.
Il giovane si curvò e con qualche sforzo riuscì a passar oltre. Nel rialzarsi intese che la poderosa porta di ferro gli si chiudeva alle spalle con un gran rumore di catenacci. Trovossi in un angusto vano rischiarato fiocamente da un lumicino. Vide quattro uomini armati nei quali riconobbe alcuni armigeri del duca di Fagnano.
— Dovete deporre le armi — disse uno di questi uomini.
— Le armi, io? Non me ne sono mai separato — rispose il giovane. — Ed è strano che mi si voglia far deporre le armi pur essendo chiamato per adoperarle.
— Ma nessuno ha ii diritto di presentarsi armato dinanzi alla signora che ha chiesto di voi.