— Ero anch’io di questo avviso — disse la Regina. — Siete voi sicuro dei vostri uomini?

— Come di me stesso. Bisogna però che Vostra Maestà mantenga l’incognito. Avrei preferito che neanche a me si fosse svelata.

— Avreste insomma preferito di trovar in mio luogo la vostra amica?

— Ebbene sì — proruppe lui che aveva del tutto riacquistato il predominio su se stesso, comprendendo il perchè la Regina giuocasse quella commedia. — Ebbene sì, perchè più franco e più libero parlar potrebbe l’animo mio.

— E che le direste? Sentiamo. A me piace la franchezza: parlate dunque senza ambagi fidando, sia pure, sulla mia indulgenza.

Per quanto imminente e terribile fosse il pericolo che le sovrastava per quanto il decoro regale le imponesse un contegno severo, un dolce pensiero traspariva dal bel viso di lei che si conservava meravigliosamente giovane. Aveva poggiato i gomiti sulla tavola, e i begli occhi azzurri fissi su Riccardo avevano una espressione d’interesse e di benevolenza profondi.

— Le direi — disse il giovane — che per tutto un anno ho portato nell’anima e nel sangue il ricordo di quella notte in cui a me parve che una dea fosse discesa per concedermi un’ora di gioia sovrumana a prezzo di tutta una vita di dolori. Che da quella notte ho vissuto come se la mia vita fosse esaurita, ben comprendendo che gioie simili non si rinnovellano, e che ero condannato alla più terribile delle pene: di vivere senza speranza in un unico desiderio. Le direi che pur non sapendone il nome, la invocavo col nome che il mio cuore le dava e che le mie labbra mormoravano come una preghiera; e sempre chiuso nel mio dolore, nel mio desiderio infinito, nella delusione di ogni mia speranza, presi le armi per difendere la mia Regina e cercai la morte negli scontri coi nemici sol perchè forse la mia morte avrebbe ricordato il mio nome a colei per la quale io ben mi sentivo indegno di vivere, ma ai cui piedi avrei voluto morire per ottenere uno sguardo ed un sorriso!

Ella continuava a fissarlo, ma un’ombra di malinconia si era diffusa pel suo volto.

— Ah! — mormorava colle labbra tremanti — se di un tale amore fosse stato irraggiata la giovinezza mia, se a contatto di un tal cuore il mio si fosse temprato all’amore!...

Poi quando il giovane tacque, ella che al suono delle di lui parole aveva inteso come tutto un languore per l’esser suo, stette ancora intenta, quasi per risentir l’eco della voce dolcissima.