— Continuate — gli disse — continuate.
— Che io continui? — rispose lui con un amaro sorriso. — Ahimè! è tanto, tanto lontano da me quella dea che in un’ora m’apparve: così in alto, così in alto che la mia voce può giungere ad essa solo come un fievole lamento. Che può importare a lei di chi ebbe per poco abbagliati gli occhi dal sole e poi di nuovo ripiombò nelle tenebre? Ben pietoso sarebbe stato il destino se mi avesse lasciato giacente nel fango in cui ero vissuto!
— La mia amica fu dunque ben sconsigliata nel discendere fino a voi! — disse la Regina aggrottando le ciglia.
— No, no, no: ella ha messo una stella nel mio cielo tenebroso, un fiore nel roveto della mia esistenza — proruppe lui. — Che Dio la esalti vieppiù: che Dio, il quale ne prova l’animo invitto con tanti dolori, benedica quella fronte coronata di stelle, come io la benedico, come la benedirò allorchè cadendo trafitto dai suoi nemici, volgerò a lei l’ultimo sospiro dell’anima mia!
Ella aveva chinato il capo e fissava una chiavetta con la quale andava giocherellando. Il giovane, acceso dai ricordi di quella notte, contemplava con occhi ardenti la Regina, non potendo più oltre dubitare che ella fosse colei di cui finallora aveva ignorato il nome. Sentiva che le sue parole ne avevano commosso l’animo ed acceso il sangue; la vedeva palpitante e languente; e se il ritegno, la riverenza che le doveva non l’avessero tenuto a freno, e se la dignità e il regale decoro non avessero imposto a lei un severo contegno, quelle braccia si sarebbero aperte a lui pel quale tutto quel lungo anno di vana attesa era disparito, come se quell’ora fosse la continuazione della notte fatale in cui ella gli si era data.
Ma intanto la luce dell’alba filtrava attraverso le fessure delle finestre: quella del lampadario impallidiva.
La Regina si alzò, e rivoltasi a lui che si era alzato e si teneva dritto in piedi pallido in viso e con gli occhi supplichevoli:
— Domani a mezzanotte — gli disse con voce rapida e sommessa — aprirete con questa chiave, che con le altre tutte mi fu consegnata come era obbligo di suddito fedele, dal padrone del castello, la porticina all’angolo della torre. Salite per la scaletta che dà in una stanza nella quale... troverete la vostra amica.
Egli s’inginocchiò, prese la chiavetta, baciò la mano morbida e bianca che ella gli porgeva, balbettando per l’orgasmo confuse e sommesse parole.
— Sempre se dimani non saremo in mano dei nemici — disse lei sorridendo.