— Su, tutti in piedi! — disse questi voltosi alla sua banda — onoriamo il valore anche in una donna.
— Grazie — rispose Vittoria facendo segno agli uomini di sedere. — Anche i miei attendono a far merenda. Ma bisogna pur pensare al da farsi. So che fra poco il duca c’inviterà al castello. Ma a te, capitan Riccardo, non han dato una stanza?
— E una bella stanza, anche — disse Pietro il Toro — in cui è preparata una buona merenda.
Ella quantunque si sforzasse di mostrarsi tranquilla, pareva inquieta, preoccupata, nè osava di alzar gli occhi in viso a Riccardo, che provava come un malessere vicino a quella donna, della quale assai volentieri sarebbe divenuto l’amico. Non che non ne subisse l’acre fascino, anzi appunto per questo temeva il prolungato contatto con lei. Troppo complessa era la vita del suo cuore, troppe preoccupazioni gli dava la ripresa degli strani rapporti con chi esser doveva per lui da una parte sacra e inviolabile come regina, dall’altra cara e desiderata come amante, perchè osasse impigliarsi in un nuovo Legame. Ed era ben singolare che in lui l’immagine di Alma per quanto cercasse di stornarne il pensiero, persistesse pur sempre nell’anima sua.
— Se volete, farò merenda con voialtri — disse lei di un tratto, rivolgendosi più a Pietro che a Riccardo, pur con un certo sforzo nella voce come se molto le costassero quelle parole.
— Non possiamo offrirvi che quanto ci hanno offerto — rispose Pietro, il quale aveva compreso che la compagnia di Vittoria non riusciva punto gradevole al suo giovine amico.
— Vò innanzi per insegnarvi la via — disse poi, incamminandosi verso una scaletta che saliva alle stanze superiori.
Trovarono imbandita una mensa che per la qualità dei cibi differiva dalle altre in cui sedevano gli uomini delle due bande. Vittoria si era tolto il cappello, e la nera riccioluta capellatura scendeva fin sugli omeri, facendo vieppiù risaltare il sano pallore del viso di lei illuminato da due grandi occhi neri che talvolta balenavano cupi.
— Ho fame — disse poi, affettando una tal quale disinvoltura. — E tu non hai fame, capitan Liccardo?
— Io no — rispose, pur sedendo dirimpetto a lei, mentre Pietro già si era servito di un buon pezzo di carne.