— Noi sappiamo — disse — di quale eroico ardimento, di quanto virile coraggio siete capace voi che, unica del vostro sesso, avete preso le armi per difendere il buon diritto. Già da gran tempo avevamo in animo di premiare la vostra fedeltà e di attestarvi la nostra benevolenza. Accettate questa catena che porterete in ricordo della vostra Sovrana.

E in ciò dire si staccò dal collo un laccio d’oro che avevan nel mezzo un medaglione contesto di gemme e lo porse alla giovane donna che lo ricevette in silenzio e senza genuflettersi come era obbligo di ogni suddito fedele.

La Regina ne parve punta; poi un sorriso di disdegno ne sfiorò il labbro superbo, fece un cenno della mano, volse una fredda occhiata a Riccardo e disparve dietro la cortina che ricadde non così prestamente che il giovane non vedesse la malinconica e pensosa figura di Alma allora allora entrata nella camera attigua.

— Io non ho più nulla ai dirvi — fece il duca dopo un istante di silenzio e volgendosi a Vittoria. — Sua Maestà, con quell’audacia che è nella sua natura leonina ha voluto concedervi un onore che renderebbe superbo un principe. Nell’interesse di lei, per non compromettere la sua salvezza, se ella non vi ha raccomandato di serbare il segreto su quel che avete visto ed inteso, ve lo raccomando io che mi do maggior conto dei pericoli cui andremmo incontro se si propalasse il segreto della sua presenza qui.

— Io ho ben altro pel capo che di pettegolare! — rispose Vittoria con accento altezzoso.

Riccardo taceva, ma avendo ben compreso di non esser punto nelle grazie del duca, aveva assunto un’aria di fierezza provocante.

— Non dico per voi — proseguì il duca — ma questo giovane potrebbe esser tentato di farsi bello del grado ottenuto senza aver fatto nulla ancora per meritarlo e...

Riccardo ebbe un lampo di sdegno negli occhi; con un fiero gesto mise in capo il cappello e facendo un passo si piantò innanzi al duca.

— Sappiate, signor duca di Fagnano — gridò — che io a capo della mia banda sono ben più di un colonnello, che io non venni da me qui, ne fui pregato da voi; nè per voi sarei venuto e sarei disposto a rischiare la mia vita per salvare la vostra del tutto inutile. Nè vi venga in mente di darmi alcun ordine, che io ne ricevo solo da Sua Maestà la Regina, intendete? Ed ora, addio!...

Il duca aveva retroceduto, livido in viso.