— Noi combatteremo fino all’ultima stilla del nostro sangue — disse lui.

— Vi farete uccidere tutti, tutti voi che siete i miei soli amici. No, no; io ho bisogno laggiù di cuori fedeli per combattere contro altri e più feroci nemici.

— Laggiù? — disse lui, — in Sicilia?

— Sì, ove gl’Inglesi predominano sul debole animo del Re che volgono secondo i loro interessi. Credete che se i Francesi han saputo del mio viaggio, quantunque tutte le precauzioni fossero state prese per tenerlo occulto, non siano stati essi a darne l’avviso? Colà sono circondato da spie assoldate anche fra i miei familiari. Ogni mia parola, ogni mio atto è riferito a lord Bentink e al generale Makferlane, e anche i miei figli, anche i miei figli congiurano contro di me, che avrei loro dato il regno, ridata la indipendenza se mi avessero seguito nella lotta!

Egli ascoltava stupito e insieme esultante. Quelle confidenze eran per lui più preziose delle parole d’amore; la Regina così lo sublimava ai suoi occhi, e scendendo fino a lui lo sollevava fino a lei.

— Ed io son sola a combattere, sola a lottare! — continuò la Regina. — Di chi fidarmi? I signori della Corte invidi, codardi, ingrati, che tutto sperano dei miei nemici, nulla più di me, esulterebbero se io, stanca, me ne tornassi in Austria o mi ritirassi in un convento. Essi temono la tempesta che potrei suscitare, che dovrebbe o tutti inabissarci o ridarci il trono che avemmo da Dio. Ed ecco, ecco a che mi han costretto, a chiedere aiuto a un povero capobanda, a fidare nel pugnale del partigiano non potendo fidare nella spada del gentiluomo!

Egli s’intese punto da queste parole. Sollevò fieramente il capo e rispose:

— Non io, o regina, ho chiesto che mi apriate il cuore per mostrarmene le piaghe.

La Regina che era diventata cupa in viso, come se il suo orgoglio si fosse ribellato a quell’oblio della regale dignità, intese il rimprovero contenuto nelle parole del giovane.

— No — disse, stendendo la mano sul capo di lui e accarezzandone i lunghi neri capelli — ma gli è che io ho bisogno di una anima tutta mia, di un cuore devoto. Voi dunque, allorchè mi saprete in salvo laggiù, sceglierete i più fidi della vostra banda, lascerete liberi gli altri, ai quali darete un compenso che vi farò tenere, e mi raggiungerete in Sicilia. Gravi ragioni mi costringono a non portarvi meco ora. Il duca è geloso di voi ed io commisi l’imprudenza di costringerlo stamane a far cosa che ripugnava alla sua invidia. Se vi portassi meco ora, egli appena giunto in Sicilia attraverserebbe i miei disegni. Io ho una grande missione da affidarvi, un segreto che gl’Inglesi pagherebbero qualunque prezzo, e che sarebbe venduto da chiunque me lo carpisse. Se riuscirete nella vostra missione, se arriderà la fortuna al mio disegno, la rovina de’ miei nemici è sicura ed io schiaccierò loro la testa come ho schiacciato quella di tutti coloro che osarono lottar con me!