— Eccone uno, eccone uno! — gridarono i soldati che attendevano ad attizzare il fuoco.

E gli si avventarono addosso; ma egli parava i colpi col braccio e feriva di punta e di taglio. Era bello ed orribile insieme con le vesti insanguinate, i capelli arsi dalle fiamme, le ciglia e i baffi bruciacchiati. L’aria pura gli aveva ridato nuove forze, ed or piegava sotto i soldati, or se ne svincolava ruggendo ed affannando. Però non tutti gli erano corsi addosso; molti se ne stavano in attesa innanzi la porta, sicuri che gli altri difensori sarebbero venuti fuori.

Il giovane intanto si sentiva venir meno; pur si reggeva in piedi opponendo una formidabile resistenza ai nemici, che, essendo la lotta a corpo a corpo, erano impediti dall’usar i fucili. Intanto il castello bruciava e per l’aria azzurreggiante del mattino si elevavano nembi di fumo misti a lingue stridenti di fiamme.

— Tenete fermo, tenete fermo! — urlarono alcune voci.

Vittoria, Pietro il Toro ed il Magaro piombarono sui soldati che non ressero a quell’urto. Credendo che quei tre fossero seguiti da un gran numero, essi retrocedettero verso il grosso delle soldatesche che già avevano sfondato la porta grande del castello e continuavano la lotta coi rimasti, mentre drappelli di soldati si erano dati ad inseguire per la campagna quelli tra i difensori che erano saltati dalle finestre o nella confusione avevano potuto attraversare le schiere dei Francesi.

Riccardo era caduto sfinito. Cogliendo quell’istante di tregua, ben comprendendo che i soldati sarebbero sopraggiunti in gran numero, Vittoria, Pietro il Toro ed il Magaro gli si erano chinati intorno.

— Ti ho cercato, ti ho cercato invano tra il fumo, tra le schioppettate — diceva la giovane donna, anch’essa pesta, contusa, ferita, con le vesti in brandelli, e tutta sangue nel viso, nel petto, nelle braccia. — Eri qui, dunque, a lottar solo, a tener fronte ai nemici tu solo?

— Sì, ma fuggite, fuggite... essi sopraggiungono... vi perdereste senza salvarmi!...

— Vi prenderò in braccio — disse Pietro il Toro.

— No, no, fuggite... Quanti ne son morti dei nostri?