— Credo che il comandante doveva saperne qualche cosa perchè gl’intesi dire jeri al capitano nel cedergli il comando allorchè fu ferito, di custodire gelosamente tutte le donne del castello, chè fra esse ce ne doveva essere una la cui cattura avrebbe posto fine a questa guerra. Chi poteva essere se non la Regina?

— Possibile che ella si avventurasse a tanto?

— Non la conosci! Non sai quel che ha detto l’Imperatore? Che ella è il solo uomo nella Corte di Napoli.

— E se era qui, tutta la responsabilità dell’insuccesso cade sul comandante.

— No, cade su coloro i quali non previdero che, essendo qui noi, le vie tutte rimarrebbero aperte e libere. Invero da un drappello che fu mandato a inseguire i fuggiaschi furono trovate orme fresche di cavalli nel punto in cui sbocca la via sotterranea. A quest’ora Ella col suo seguito veleggia per la Sicilia.

— E tanti poveri morti giacciono, tanti feriti temono, tante madri muoiono di dolore per l’odio e la sete di dominio di una femmina!

— Eh, mio caro, con qualche variante potrebbero dire altrettanto i morti e i feriti delle Piramidi, di Marengo e di Austerlitz!

Queste parole furono accolte con un silenzio che era affetto di stupore per l’ardimento di colui che le aveva proferite. Nessuno osò rispondere per non impigliarsi nella complicità di quella osservazione che feriva direttamente l’Imperatore.

— Ognuno vada alle sue faccende — disse il capitano in tono burbero e severo.

Nella biblioteca del castello, per vero miracolo rispettata dal fuoco, sedevano il Commissario, che d’ora innanzi chiameremo col titolo dovutogli di duca di Fagnano, e l’ufficiale che lo aveva seguito, il quale scriveva in un tavolo presso la finestra. Il commissario duca di Fagnano scriveva anch’esso su un largo foglio di carta: talvolta s’interrompeva per guardarsi intorno, pressochè meravigliato di trovarsi in quel luogo che pur gli destava una tenerezza profonda. Invero aveva gli occhi gonfi di lagrime nel rivedersi, giovane e assetato di sapere, in quella biblioteca in cui si rinchiudeva, del tutto indifferente a quel che di fuori avveniva e gli altri suoi interessi; e dopo trent’anni aveva ritrovato i suoi libri, i suoi manoscritti così come li aveva lasciati, nei ripostigli stessi. Pareva che nessuno mai dopo di lui avesse posto il piede là dentro, e mentre, da quel che aveva potuto vedere da una rapida visita alle altre stanze del castello, un gran mutamento era in esse avvenuto e vi apparivano le tracce di coloro che le avevano abitate, solo la biblioteca era rimasta tal quale, e nel porvi il piede parve a lui che solo da poche ore l’avesse lasciata.