— Non è possibile? Ma se non si parla di altro da ieri nel paese! In quella carta dunque sta detto proprio così: «Io son tornato nella casa dei miei padri, dopo tante tristi vicende; son tornato per rassicurarvi, per incoraggiarvi a riprendere il vostro lavoro» ed è firmato con tanto di lettere, come dicono, Tommaso... non si chiama Tommaso il duca, il caro duca che fuggì dalle carceri e andò in Francia?... Tommaso, duca di Fagnano.
— E dove han messo una tale carta, dove? — chiese lui, anelante, sconvolto.
— Dove? Mentre ti aspettavo ne ho vista una sulla porta dirimpetto alla tua.
Egli scattò in piedi, prese la lucernetta, si precipitò alla porta ed uscì.
— Ma non ne sapeva nulla, non ne sapeva nulla? — esclamò la vecchia. — Ho fatto bene dunque a venire, ho fatto bene, altrimenti chi sa quando quel vecchio rimbambito l’avrebbe saputo. Glielo farà sapere poi al duca, e il censo del molino mi dovrà esser tolto. Me lo merito un premio, me lo merito...
In questo sopraggiunse Carmine. Era trasfigurato, balbettava parole sconnesse, le labbra gli tremavano, gli tremavano le mani e le ginocchia...
— Hai visto, hai visto? Non avevo ragione? — esclamò Geltrude.
— Sì, sì, sarà salvo... sarà salvo... Ma che dirà, che dirà il padre trovando il figliuolo tra i suoi nemici?
Sedette; pure, nel suo viso la gioia lottava con la preoccupazione.
— Non se la prenderà con me, con me che non ebbi cura di lui, che non seppi tenerlo lontano dai facinorosi?