— Sono io — rispose la voce di Pietro.
— Chi sono? — chiese il giovane allorchè gli fu vicino.
— Son due armigeri del duca di Fagnano. Dicono che hanno una lettera per voi e delle cose urgenti da dirvi a voce. Son venuti a cavallo e di gran trotto.
— Del duca di Fagnano! Una lettera per me! — esclamò il giovane che a quel nome aveva inteso il cuore dargli un balzo. — Dove sono?
— Li ho bendati ed affidati al Ghiro e al Magaro che aspettano un vostro segno per condurli qui, e che ne custodiscono i cavalli.
— Di’ alla banda che torni al riposo.
In così dire trasse un sibilo acuto dal fischietto che nella mischia gli serviva per dare gli ordini. Poi andò a sedere presso l’albero sotto il quale aveva giaciuto: aprì la valigetta e ne trasse una lanterna cieca che accese battendo il focile.
— Una lettera per me, del duca! — mormorava.
La lanternina spandeva un cerchio di luce lasciando il giovane nelle tenebre. Intanto un calpestìo sempre più si avvicinava; poco dopo i due uomini bendati, tenuti pel braccio dal Ghiro e dal Magaro, furono alla sua presenza.
— Togliete le bende — ordinò Riccardo. — Ebbene, chi vi manda? — chiese poi.