— Beh — disse un giovanotto — la vita qui non sarebbe poi tanto sgradevole: buon vino, buona carne, buoni formaggi; manca però qualcosa...
— Manca sempre qualcosa alla piena felicità dell’uomo! — sentenziò un caporale.
— Sta a vedere l’importanza d’una tale qualcosa. Io per esempio farei a meno della carne morta, ma non so fare a meno della carne viva...
— Te lo dico io il rimedio — disse un sergente — l’acqua ghiacciata della fontana qui presso...
— Oppure un altro... Si contempla per un pezzo fisso la luna e... e... e si può fare a meno anche della carne viva...
— O amici, amici miei, non direste così se per un mese foste stati a Garropoli, a Gimigliamo, a Marcellinara! Ah, miei cari, colà gli uomini tutti briganti: le femmine bocconi da re... o da briganti! Che bellezza, con quei corpetti rossi fiammanti, quelle camicie bianche qual neve, che lascian vedere certe nevi calde e palpitanti... Non vi nascondo che ci era da rischiar la pelle talvolta; alcuni nostri commilitoni che nel seguirle avevano sperato di passar la notte fra quelle braccia morbide e gagliarde, si trovarono poi fra le braccia villose dei mariti e degli amanti e al mattino furono visti giacenti fra le erbe con un buco in petto! Ma vi so dire io che ne vale la pena. Una sola volta si muore, infine, e noi ogni giorno rischiamo di morire per molto, ma molto meno!
— Per la gloria! — disse solennemente un baffuto brigadiere dei volteggiatori.
— Ah, sì, la gloria! Vorrei un po’ sapere chi si ricorda più di tanti nostri poveri commilitoni che l’altro giorno seppellimmo laggiù! Avesse almeno la gloria un bel viso, un colmo petto, degli opulenti fianchi....
— Taci, tu bestemmii — esclamò il brigadiere. — Alle Piramidi, a Marengo essa camminava innanzi e ci additava la via tra un mucchio di morti e di feriti, fra un nembo di fuoco e di fumo, e il rombo e lo scoppiar della mitraglia.
Tutti zittirono; ma dopo un istante di silenzio, poichè pareva che le parole del vecchio soldato avessero in qualche modo raffreddato il buon umore, un caporale gridò: