— Non posso darvi — disse il fondachiere — che un po’ di paglia, lì in fondo fra le due botti.
— Ci contenteremo — rispose la donna. — Quando non si ha di meglio... si sta almeno al coperto.
Pareva affatto incurante di tutti quei soldati, fra i quali erano anche alcuni di età matura, che la contemplavano con occhi accesi. Avevan cessato dal bere e dal discorrere, mentre ella andava attorno svelta e tranquilla come se fosse stata a casa sua, ed accudiva al suo vecchio nonno, che mangiucchiava il pane ed il formaggio, con premura affettuosa.
— E sono tutte così, tutte così? — disse il caporale al sergente senza cessar dal contemplare la giovane donna.
— Son tutte belle — rispose il sergente — però questa qui ne è il fiore. Si vede che è ancora ingenua, mentre le altre, quelle che ho conosciuto io, darebbero cento punti al diavolo...
— Andiamo, su, da bere — bofonchiò il brigadiere La Harpe. — Una femminuccia vi ha imbecilliti? Cantiniere, un altro di quei tuoi boccali... come li chiami?... ah, sì un’altra carafa... Pago io, pago io, e s’intuoni la Marsigliese... E voglio che questa bella ragazza beva con noi alla salute dell’Imperatore e dei soldati francesi.
Massaro Cicco aveva posto sulla tavola un’altra carafa ed era tornato al suo banco. Il brigadiere mescè del vino in un bicchiere e volgendosi alla ragazza che in quel mentre affettava il pane pel nonno:
— Ehi là, vieni qui... devi bere con noi, hai inteso? e se questi citrulli ti guardano come se non avessero mai visto della grazia di Dio, non sia detto che il vecchio La Harpe, veterano delle Piramidi e di Marengo, non sappia l’obbligo suo con le donnette...
— Grazie — rispose lei. — Non bevo vino.
— Corpo di una mitraglia, non bevi vino?! E che bevi dunque alla gloria dell’Imperatore e della Francia? Ma io voglio che tu beva, intendi? E quando il brigadiere La Harpe vuole una cosa...