Si era alzato, e mal reggendosi in piedi si avvicinò alla donna che smettendo l’aria dimessa si volse agli altri.
— Dite al vostro camerata che mi lasci tranquilla, altrimenti gli farò ben io digerire la sbornia.
— Ha ragione — esclamò il sergentino — se il vino non le piace!... Capperi, con che tono parla! Via, brigadiere, bevilo tu per lei cotesto bicchiere...
— No, no: deve bere, deve bere alla salute dell’Imperatore, altrimenti crederò che sia una nemica della Francia.
— Via — disse il vecchio — bevi Margherita; questo bravo militare crede di farci cosa grata. Lo so che non hai mai bevuto del vino, ma un sacrificio lo puoi fare...
— E voglio che beva tutta... tutta la carafa! — gridò l’ubbriaco.
— Questo è troppo! — esclamarono alcuni.
— No, deve bere — urlarono altri. — È un’offesa alla Francia e all’Imperatore.
Si erano tutti alzati e gridavano a coro, mentre lei pareva si frenasse a stento. Il vecchio si era alzato anch’esso, ma nello scompiglio nessuno si era accorto che le gambe non gli tremavano più e che la testa non più tentennava.
— Voi siete ubbriachi tutti — gridò il sergentino — avete capito? ubbriachi tutti. Io ne farò rapporto al capitano...