Ella che lo aveva seguito con lo sguardo, quando non intese più il rumore dei passi diede in uno scroscio di risa.

— Capperi, la so far bene la civetta, eppure è la prima volta in vita mia!

Nell’avvicinarsi al giaciglio del vecchio, vide che questi si era sollevato a mezzo.

— Ho inteso tutto — le disse — il merlotto è caduto nella pania.

— Hai visto come so fare la vergognosa? Però ci furono degli istanti in cui ero lì lì per insegnargli la creanza. Con che occhi frugava fra le pieghe del corpetto!... Non vedo l’ora di buttar via questa gonna che m’imbarazza: non è questo il minore dei sacrifici che ho fatto per lui, questo, e l’essermi lasciata occhieggiare da quell’imbecille... Purchè si riesca a liberarlo! Chi sa che pensa, chi sa quanto soffre! E dire che io raccomandavo a lui, di assistermi se fossi ferita o morta! Giungeremo a liberarlo? Chi sa, chi sa!

— Ho fede di sì — rispose il vecchio — Altrimenti sai che faremo? Daremo fuoco al castello, anche se dovessimo morirci come topi. Ci stai?

— Se ci sto! Me lo domandi?

— Sei un bravo amico tu che il buon Dio ha per isbaglio creato femmina.

— Ma insomma posso spegnere il lume, adesso? — gridò il fondachiere.

Ella si coricò sulla paglia accanto al vecchio. Poco dopo nel buio si sentiva la sonora respirazione degli addormentati.