— Ci penseremo dopo che avrò trovato un cantuccio ove possa riposare questa poveretta.
Alma ascoltava come intontita. Le pareva un sogno l’esser là in mezzo a quella gente, in un bosco, fra quei ruderi. Pure un pensiero doloroso le pungeva il cuore: lui, lui l’aveva abbandonata in balìa di quella donna! È vero che ella stessa glielo aveva imposto, ma perchè non era tornato, perchè vedendo che il tempo trascorreva senza che ella giungesse alla villa non le era mosso incontro? Ma un altro pensiero la faceva trasalire: se per aver nuove di lei fosse capitato tra gl’Inglesi? Se, mentre lei era in quel bosco tra quei rozzi avventurieri, egli fosse trascinato prigione dal soldati? Se uno di quei colpi che aveva udito rimbombare per la campagna l’avesse ucciso? E se, mentre con tanto spasimo pensava a lui, egli dimentico, nell’esultanza di veder salva la Regina, si abbandonasse al fascino ammaliatore di quella donna?
Così ondeggiava nei pensieri più angosciosi, quando un grido di gioia di tutti gli astanti le fece sollevare il capo essendole balenata nell’anima una speranza.
— Pietro il Toro! È proprio Pietro il Toro che si trae dietro una mula ben carica.
— Sono io, sì, sono io — gridò dal basso del viottolo il vecchio scorridore.
— Evviva Pietro il Toro, evviva!
— Di che diavolo sarà carica quella mula?
— Anche di solo pane, sarebbe pur sempre una provvidenza.
Ed attesero trepidanti che il vecchio li raggiungesse. Anche Vittoria si era fermata, mentre Alma delusa aveva tratto un sospiro.
— Temevo che questa volta ci fossi capitato! — disse il Magaro sinceramente lieto nel veder sano e salvo l’amico.