— Ho avuto l’onore di dire a Vostra Maestà che sono in gran pensiero per...
— Sedete! — ripetè lei fissando il giovane con uno sguardo sfavillante d’ira.
Dominato da quella voce e da quello sguardo, quantunque evidente fosse in lui la lotta che si combatteva nel suo spirito, sedette frenando a stento la sorda ribellione che era per prorompere.
— Nel colloquio che avemmo nella torretta — disse la Regina con le labbra tremanti per l’ira compressa, quantunque si sforzasse di apparir calma — mi narraste quali pericoli doveste affrontare per raggiungermi, per attenere la fede a me giurata. Io vi ascoltavo col cuore palpitante di una gioia che non avevo mai provata, perchè credetti che finalmente l’uomo del quale per tanti anni ero andata in cerca l’avessi trovato in voi, l’uomo che va dritto come una spada verso la meta che si è prefissa, l’uomo che dandosi a una donna e ad una missione è pronto a liberarsi d’ogni altro affetto ed a considerarsi come l’istrumento scelto dalla Provvidenza per menare a termine un gran disegno!
Riccardo a poco a poco aveva alzato fieramente la testa sentendosi punto al cuore dalla parola fredda e calma della Regina, le cui inflessioni ironiche lo esasperavano. Pure non osava d’interromperla e si teneva immobile, quantunque il suo pensiero lottasse tra la ribellione che in lui suscitavano le parole ironiche di lei e la preoccupazione per la sorte toccata ad Alma: ond’egli pur prestando ascolto alla Sovrana, trasaliva ad ogni rumore che potesse essere indizio del ritorno della giovinetta.
— Quando in quella notte fatale a Napoli foste ferito — continuò la Regina — io non ubbidii soltanto ad un capriccio di donna col compiacermi di voi, nè alla gratitudine, chè il premio concessovi sarebbe stato troppo anche pel servigio che mi avevate reso: ma gli è che una voce interna mi diceva che voi sareste stato il braccio a me necessario, voi l’uomo che nella rovina di tutto un regno, avreste giganteggiato con me per opporci alla immane catastrofe. Io volli far di voi uno di quei predestinati che s’incontrano talvolta lungo le vie dell’umanità; volli infondervi la mia energia, parte della mia anima, del mio spirito, dei miei odi, delle mie aspirazioni, poichè voi avevate già il valore, la giovinezza e l’anima fatta per comprendere i grandi ideali. Ebbene, mio caro, debbo con rammarico confessare a me stessa che m’ingannai.
Egli si era alzato a queste parole, acceso in volto per l’orgasmo, ma risoluto a respingere quell’oltraggio. Pure contenendosi a stento, come chi retroceda prima di avventarsi, avendo inteso rifluir nell’anima tutto lo sdegno della sua natura impulsiva, disse con voce calma nella quale pur ruggiva tutta la tempesta dell’anima sua:
— Oso chiedere alla Maestà Vostra perchè ora afferma di essersi ingannata!
— Perchè — rispose prorompendo la Regina — perchè ti sei lasciato distrarre, ti sei lasciato vincere dalle moine di una scioccherella che da gran tempo avrei dovuto rimandare a suo padre; perchè quando lei è presente tu appari impacciato, confuso, incerto, come se temessi, mostrando per me quella devozione che mi è dovuta anche se fossi per te niente altro che la tua Regina, come se temessi di arrecarle dolore. Ed ora, dì, ora non sei tu convulso, preoccupato sol perchè non sai quel che sia avvenuto di lei, quasi a te stesse a cuore più la sua che la mia salvezza? Parla, rispondi, che da gran tempo io l’aspetto una tua parola che mi faccia leggere addentro nel tuo cuore. Sei tu per me qui? per me affrontasti i pericoli della fuga, per me spezzasti le tue catene dì schiavo, per me rinunciasti a ciò che tuo padre ti offriva, o per lei, per lei che tu amavi sin da quando eri un misero bastardo sudicio di fango e meritevole per tanto ardire delle scudisciate dei servi di quella donna alla quale si volgevano gli occhi tuoi?
La Regina si era andata vieppiù accendendo come se le parole stesse ne acuissero l’ira, pareva fuor di sè per l’orgasmo, irritata vieppiù dal contegno freddo e severo del giovane che con le braccia conserte, ritto a lei dinanzi, livido in viso, si teneva immobile, quantunque gli costasse uno sforzo sovrumano quel contegno apparentemente impassibile.