— Innanzi alla bellezza i re non sono che dei sudditi come tutti gli altri uomini.

— Sicchè voi, milord, innanzi a me?...

— Non sono che un vostro amico — rispose l’Inglese con un fine sorriso sulle labbra sottili — un amico a cui sta molto a cuore la vostra fortuna!

L’Inglese e la duchessa tacquero, chè ognuno di essi seguiva un suo pensiero nel quale forse sapevano d’incontrarsi. Infine la duchessa alzò la testa e disse:

— Gli dovrò dire che mi avete accompagnato?

— Sì... nel caso che egli tentennasse... Gli direte anzi che non ho voluto chiedergli un’udienza per non sottrarlo all’incanto della vostra compagnia... Ma... che avete, duchessa? Mi parete assai preoccupata...

Invero la bella creatura aveva chinato la testa e sembrava assorta in un pensiero.

— Ho — rispose dopo un istante di silenzio — che mi avete suggerito un consiglio da dare al Re assai pericoloso.

— Perchè pericoloso?

— Il ritorno di... della Regina vorrebbe dire un divieto a me di porre il piede nella villa reale.