Ella passò dritta e fiera come se si sapesse in casa sua. Al principio dell’ampia scala incontrò il maggiordomo che dopo essersi inchinato profondamente le disse:
— Sua Maestà il Re, che vide dal parco la carrozza di Vostra Eccellenza, era in gran pensiero e ha dato ordine di rimandare alla di lei venuta la colezione.
La duchessa non rispose e si diede a salire la scala. La vecchia cameriera la lasciò andar sola, poi si rivolse al maggiordomo che era al certo una vecchia conoscenza.
— Cavaliere mio, non ne posso più. Mi raccomando, ho bisogno di ristorarmi.
— La duchessa resterà qui stasera? — le chiese sottovoce il maggiordomo.
— Che ne so? In caso, continueremo la partita interrotta l’altra sera.
— Mentre la duchessa giuocherà la sua!
— Credo che finirà per dare scacco matto.
— Certo, se arriverà a togliergli la regina.
— Giuoca bene di gambitto la duchessa, ed ha al suo giuoco un cavallo... inglese che...