— Ebbene, ve la dico: io son sicuro che capitan Riccardo verrà al più presto in nostro soccorso...

— Ma sa lui il luogo del nostro ricovero?

— Non mi ci fate pensare, non mi ci fate pensare, chè il cuore mi si spezza se mi raffiguro il dolore di quel povero giovane. Se sapeste quel che so io! Perciò son certo, che se non gli è capitata sventura, verrà al nostro soccorso.

— Ma se non sa dove trovarci?

— È vero, è vero. Pure ci sarebbe un mezzo per avvisarlo che siamo qui. Ma io non saprei chi scegliere di voialtri. Anche se ei deludesse la vigilanza delle pattuglie inglesi che si aggirano pei limiti del bosco e se capitasse in quelle che perlustrano la via maestra, non sarebbe riconosciuto all’accento per calabrese? E pure chi riuscisse a giungere fino alla villa della Regina, ove senza dubbio troverebbe capitan Riccardo, potrebbe contare su una ricompensa da valer bene il rischio al quale si espone! Vediamo, si tratta della vita di tutti noi e della salvezza di quella povera creatura. Ci è qualcuno tra voi che voglia tentar l’impresa?

Gli astanti s’interrogavano, discutendo, cercando di convincersi a vicenda che l’impresa non era poi tanto difficile. La speranza della ricompensa li tentava. Pietro il Toro se ne accorse e ripigliò:

— E credete voi che la figlia del duca di Fagnano non avrebbe di che pagare il gran servigio che le verrebbe reso? Basterebbe un solo anello di quelli che ha al dito per arricchire colui che lo meritasse.

— Vado io — disse un giovanotto che finallora si era tenuto in disparte.

Tutti lo guardarono meravigliati perchè aveva detto quelle parole con accento schiettamente siciliano.

— Vado io perchè, come avete inteso, posso farmi credere siciliano. Ho lavorato alle solfatare prima di far parte della banda di caporal Vittoria e parlo il siciliano come se fossi nato a Messina o a Palermo.