— Voi sapete, voi sapete? — mormorò stupita.
— Sì, anzi ero presente quando suo padre sul letto di morte lo riconobbe per figlio legittimo.
— Legittimo! — esclamò Alma sollevando la testa.
— Ah, capisco: corre voce ch’ei sia bastardo perchè si crede distrutto il documento che attesta il matrimonio tra il duca di Fagnano e la figliuola del barone di Pietrasanta. Ma io, io vi ripeto, ero presente allorchè suo padre morendo lo riconobbe, io che avevo rischiato di cadere in mano dei Francesi per farlo evadere dalle carceri; io che lo seguii travestita da monaco fino al letto di morte di suo padre; io che poi, riconosciuta, saltai da una finestra, col rischio di rompermi l’osso del collo!
— Voi, voi avete fatto questo per lui! — esclamò la giovinetta fissando alla sua volta gli occhi su Vittoria che ne sosteneva lo sguardo senza scomporsi.
— Io infine, che non avendone più nuove, venni qui sperando di rivederlo!
— Voi dunque l’amate! — esclamò Alma.
— Si, sì... al par di voi!
Ella divenne livida, tanto queste parole le sconvolsero il cuore. Come, come aveva indovinato quel suo segreto così gelosamente custodito? Come in quei pochi giorni ella aveva potuto leggerle nell’anima, mentre prima di allora nessuna parola avevano scambiato che l’avesse indotta a quel sospetto?
— Che ne sapete voi, che ne sapete? — balbettò comprimendosi il cuore che le batteva da scoppiare.