Se i rapporti ormai palesi con la Regina avevano scavato fra lei e lui un abisso insormontabile, era giunta a scusarlo di essersi lasciato attrarre dal fascino regale, e giungeva financo a dire a se stessa che egli al certo aveva dovuto subire quei rapporti, pur custodendo gelosamente nell’anima sua come una religione l’amore per lei; ma la rivelazione di Vittoria l’aveva sconvolta come una turpitudine che le aveva messo un indicibile ribrezzo nell’anima.

E quell’uomo pretendeva di essere il vero e unico duca di Fagnano!

Nonpertanto, era punta da un desiderio ansioso di sentire il seguito di quella confessione, così ansioso, che aveva dimenticato il luogo in cui era, la gente con la quale era costretta a vivere chi sa fino a quando, il pericolo che la minacciava, il caso ben terribile in cui era incorsa; e impaziente, ma pur non osando di volgerle la parola, seguiva Vittoria che infine, avendo infisso le candele in un mucchio di rottami, tornò a sedere presso il giaciglio.

— Perdonatemi — le disse — perdonatemi, ma pur troppo è una ben triste natura la mia, e il sangue talvolta mi pulsa così nel cranio al ricordo degli orrendi casi della mia vita che mi par d’impazzire! Pure sento un bisogno prepotente di dirvi tutto l’animo mio in quest’ora solenne, nella quale un presentimento mi opprime che non ho mai provato, quantunque tutta la mia vita sia trascorsa di audacia in audacia e quasi sempre con la morte sospesa sul capo!

— Parlate — rispose Alma che pur non voleva mostrarsi ansiosa. — Potrò forse lenire le vostre pene o compiangervi almeno!

— Compiangermi! Ah, per dieci anni ho vissuto dimentica del jeri, incurante del dimani ed ho ispirato sempre terrore, non mai pietà! — esclamò Vittoria. — Ma adesso, sì, è vero, merito di esser compianta. L’amore! Che demone infernale! Dicono che blandisca i cuori, che li nobiliti, che li santifichi! Menzogne, menzogne. Io so che non uccisi mai con tanta voluttà del sangue e della strage; io so che mai tanto odio imperversò nel mio cuore come quando vi accolsi l’immagine di un uomo del quale era diventata schiava, io che non mi ero piegata neanche dinanzi a Dio!

— Siete stata così buona, siete stata così pietosa con me! — disse Alma per calmare quella donna che pareva sconvolta dai ricordi e dall’ambascia.

— Ah sì — rispose lei — perchè voi avete sofferto, voi soffrite al par di me, perchè compresi essere anche voi una vittima della fatalità che passa come un turbine pei cuori!

— Se vi ha tradita, se vi ha ingannata — mormorò Alma commossa e in uno spaventata dell’orgasmo di quella donna — forse non fu sua la colpa...

— Tradita, ingannata?! — gridò Vittoria con gli occhi balenanti di ferocia. — E non gli avrei strappato il cuore dal petto per veder dove, dove, in quali fibre si annidassero il tradimento e l’inganno?