— Ne amava un’altra, ma ebbe per me soavità fraterne, ma ebbe per me premure pietose, onde quest’anima mia tormentata non potè neanche abbandonarsi all’odio, non potè neanche disfogar con la vendetta le sue angoscie, non potè neanche inveire contro la rivale che...
Alma disse gravemente:
— Colei che vi toglieva all’amore di quell’uomo è sacra ed inviolabile, perchè Dio le conferì parte del suo potere...
— La Regina — gridò Vittoria con un amaro sorriso — la Regina, dite voi! No no, egli non amava, egli non ama la Regina, ma un’altra, una altra donna che non sarà mai sua, che non potrà essere mai sua, perchè, ben lo comprendo, ora, ben lo comprendo, potrà dar la vita per chi porta sul capo una corona regale, ma non si piegherà mai, mai a divenire la sposa dell’amante di Sua Maestà! Non è vero, rispondete, non è vero?
— È vero! — rispose Alma impallidendo.
— E per questo, per questo io ho avuto pietà di voi come di me stessa. Per questo mi sono intesa accomunata a voi nella fatalità istessa. Per questo io che ero gelosa di voi, di voi solo quando seppi che egli vi amava fin dalla infanzia, io sento in voi ora le mie angosce e gli odî miei! Compresi in quella notte in cui vi vidi trascurata, quanto fatale fosse il fascino che avvincea lui a quella donna, quanto fatale fosse per l’animo vostro, e mi faceste pietà, la pietà che sento per me stessa!
— Quella donna è la Regina — mormorò lei — quella donna è sacra per ogni suddito fedele. Dio le ha posto sul capo una corona: non tocca a noi di giudicarla; tocca a noi, se occorre, di dare la vita per lei!
Stettero un pezzo mute e raccolte, pur non osando abbandonarsi al sentimento che le spingeva una nelle braccia dell’altra. Troppa era la distanza morale che le aveva separate fin allora per poter essere di un tratto posta in obblio, quantunque il dolore le avesse accomunate.
Alma intanto, distratta sino a quel momento dalle parole di Vittoria, era ripiombata nell’angoscia e nella trepidanza. Sentiva una grande amarezza nel cuore al pensiero che forse tanto lui che la Regina l’avevano dimenticata! Invano diceva a se stessa che essi ignoravano al certo il luogo in cui si era rifugiato; lui, lui così ardito, lui così incurante dei pericoli, lui famoso per le temerarie imprese, lui usato agli stratagemmi di quella guerra d’imboscate, lui che era stato il capobanda più temuto per l’occhio sicuro e la intuizione pronta, sarebbe riuscito a rintracciarla, a toglierla da quel bosco se il suo amore per lei glielo avesse imposto!
E una visione le stringeva il cuore, accendendola di sdegno: lui tutto dato al piacere fra le braccia della Regina, dimentico e noncurante!