— Nè io nè mio padre vorremo d’oggi innanzi portare un titolo che non ci spetta! — rispose lei.

— Voi lo porterete perchè siete del mio sangue, lo porterete per evitare che i Francesi considerandolo come un’eredità giacente ne investano qualcuno indegno di portarlo. Voi non fate solo a me cosa grata, a me che un giorno o l’altro finirò come è finita quella poveretta, ma ai nostri padri che ci fan l’obbligo di non lasciare spegnere il loro nome!

Ella arrossì a tali parole. Pure vincendo se stessa alzò il capo e figgendo gli occhi negli occhi del giovine:

— Io mi chiuderò in un convento! — disse con tale espressione di risolutezza e di convinzione nello sguardo che egli ne comprese tutto l’amaro significato. Era per prorompere quando Pietro il Toro apparve.

— Presto — disse — presto. La carrozza vi aspetta.

Ella si alzò, ma Riccardo ancora perplesso per le parole di lei non aveva risposto a Pietro.

— Capitan Riccardo — disse questi — ora la strada è deserta e la carrozza potrà percorrerla sicura di non fare cattivi incontri, ma non garantisco se più oltre s’indugia....

Riccardo fece un segno di assenso; poi s’inginocchiò presso il cadavere di Vittoria, sollevò il panno che ne copriva il volto e stette un istante a contemplarla. Gli occhi velati dalla morte avevano come una vaga dolcezza, il viso era improntato ad una tristezza serena.

— Eri nata per la fede, eri nata per l’amore, povera creatura! — disse Riccardo con voce di pietà e di dolore. — Dio ti avrà perdonato perchè avrà ben letto in fondo all’anima tua!

Si chinò per baciarle la fronte gelida e bianca: nel risollevarsi vide che Alma aveva colto alcuni fiori silvestri dal roveto che era presso allo sbocco dell’acquedotto.