Bisognava dunque che ella sapesse; bisognava dunque che ella costringesse Riccardo a svelarle tutta l’anima sua; bisognava che ella riafferrasse l’amante che le sfuggiva!

Era l’ultimo suo amante: e l’ultimo amante si ama con una furia di possesso: l’ultimo amore è fatto di tutti i ricordi, di tutte le fiamme, di tutti i dolori e di tutte le gioie degli amori che lo precedettero in un cuore di donna. Ella era in quell’età in cui la donna o non ama più o ama col delirio di tutto l’esser suo: ella era in quell’età in cui la donna si afferra all’ultimo amante come il naufrago allo scoglio, anche se vi debba morire per gli urti della tempesta. Di tutta la sua vita avventurosa di donna e di regina era quello l’ultimo avanzo, ed ella vi si afferrava disperatamente come all’unico sostegno del cuore trambasciato!

Oramai non aveva che una realtà e una illusione: l’amore di Riccardo, come donna; l’intervento dell’imperatore Napoleone negli affari di Sicilia come regina.

Risoluta ad assicurarsi di non aver nulla perduto nel cuore di Riccardo, sperando che il suo riserbato e severo contegno fosse dovuto unicamente alla presenza di Alma che dormiva nella camera attigua alla sua, aveva fatto dire al nuovo scudiere di andar da lei che aveva gran bisogno di parlargli. Lo aveva ricevuto nel gabinetto ove spesso si ritirava, e facendolo sedere a lei vicino gli aveva detto:

— Parla, ora che nessuno ci ascolta: fa che io legga nell’anima tua. Perchè tu eviti di restar solo con me? Perchè mi hai costretta ad imporre che nessuno entri qui onde tu possa libero parlarmi? Perchè non hai compreso che io, ogni notte, ti aspetto invano invano, e quasi perchè non possa fissarti il luogo e l’ora tu ricorri alle astuzie, ti fingi inconsapevole di quel che mi logora il cuore?

Egli aveva ascoltato impassibile, non venendo meno all’austerità del contegno. Pure rispose con accento di un’ossequiosa fermezza:

— Io ho dedicato la mia vita a Vostra Maestà, anche se essa debba trascorrere, come trascorre, nell’ozio vergognoso... Vergognoso, sì, che non sa a che cosa possa oramai servire il mio braccio, il mio cuore, il mio coraggio se non a marcire in una inazione che mi umilia! A capo della mia banda, io ero un soldato di Vostra Maestà; qui che cosa sono io se non.. quel che leggo nel perfido sorriso dei familiari?

— Ah — disse lei prorompendo — allorchè si hanno di questi scrupoli non si ama più, non si ama più!

In questo fu picchiato alla porta ed una voce disse:

— Un corriere di Sua Maestà il Re.