— Verrai, dunque, non è vero, verrai?...
— Sì, sì, verrò — rispose lui pervaso come le tante altre volte dal fascino fisico di quella donna e dalla pietà insieme.
— Me lo giuri?
— Lo giuro, verrò.
— Staremo soli, sta sicuro: qui, lo comprendo, siamo troppo spiati... Quella ragazza... quell’Alma infine, dormirà lontano da me... lontano... Perchè ti turbi, perchè?...
— No, no. Gli è che temo, non per me, non per me!
— Chi teme non ama, ed io di nulla temo, io. Perchè temi tu, dunque? Il Re!... Ah, il Re non verrà certo nella mia camera... Io sarò sola: intendi tu? sola!...
Quando Riccardo andò via ella diede in un sospiro di sollievo. Lo aveva riconquistato dunque? Per sempre, per sempre?
Era questo il dubbio che ancora la pungeva, dal quale ancora sentiva attenagliata l’anima! Che doveva fare di più per impedire che le sfuggisse, per evitare il pericolo onde era minacciata?
Il pericolo era Alma. Alma nel cui cuore aveva ben letto la passione. Bisognava dunque allontanarla quantunque fosse la sola amica rimastale fedele. Ma sarebbe bastato? No, no, se egli la amasse fino a dimenticare i suoi giuramenti, le sue promesse! Quale ostacolo si sarebbe frapposto tra lui e lei or che egli era il vero, l’unico erede del titolo e del feudo dei duchi di Fagnano?