Un pensiero, un terribile pensiero le attraversò la mente.

— No, no — proruppe come per respingere violentemente un tal terribile pensiero. — Egli non mi perdonerebbe, non mi perdonerebbe!

Partire e costringerlo a seguirla, partire per andare altrove a rannodare le fila del disegno pel ricupero del trono e del potere regale, partire con lui! Questo, questo era l’unico mezzo per scongiurare il pericolo: partire per ritornare poi trionfatrice, per ritornar poi la sovrana assoluta.

La promessa di Riccardo aveva fatto risorgere in lei le speranze, aveva dato nuovo vigore al suo spirito. Il disegno che le era balenato di lasciar la Sicilia per andare altrove a sostenere i suoi diritti era bastato ad infonderle nuovo vigore. Ma esser poteva sicura della riacquistata serenità che un nonnulla bastava a turbare, così le tante disavventure resa l’avevano incerta e trepidante?

Intanto ella aveva dato gli ordini, e dopo un’ora la Regina ed Alma erano in viaggio per la Ficuzza.

Sua Maestà la Regina era stata ricevuta con tutti gli onori che le si dovevano: Ferdinando IV l’aveva stretta al cuore con insolita espansione e l’aveva accompagnata nell’appartamento destinatole ove ella, stanca del viaggio, aveva voluto restar sola. Era proprio l’appartamento che aveva indicato a Riccardo, alcune delle cui porte si aprivano su un giardino lussureggiante di fiori.

Era stato quello il suo primo pensiero, appena rimasta sola, e con una profonda gioia nel cuore aveva visto che ben facile sarebbe stato a Riccardo lo scalare il cancello che si apriva in un sentiero del parco. Ella avrebbe lasciato aperta l’imposta allorchè il silenzio profondo fosse stato indizio che tutti dormivano nella dimora regale.

Intanto giungevano i convitati al gran pranzo, coloro cioè che avrebbero dovuto pernottare nella villa per prender parte alla caccia del mattino la quale doveva precedere la festa campestre. Fra gl’invitati erano anche lord Bentinck e alcuni dei più ragguardevoli ufficiali inglesi. Grande era l’affaccendarsi dei servi e dei cerimonieri che dovevano provvedere agli alloggi di tanta gente, sicchè un insolito movimento regnava nella regale dimora, di consueto così tranquilla e silenziosa.

Alma appena scesa di carrozza aveva scorto tra un gruppo di gentiluomini suo padre, che le fece un lieve cenno di saluto, non permettendo l’etichetta di più; ma quando la Regina l’accomiatò per restar sola, ella chiese ad una delle cameriste che l’accompagnasse all’alloggio del duca di Fagnano.

Il quale, attendendo alla sua toeletta pel pranzo, aspettava sua figlia. Appena ne ebbe l’annuncio le corse incontro tutto festoso.