— Ah figlia mia, figlia mia, bisogna pure che te lo dica: io non posso più oltre vivere da te lontano. Già... fra giorni, se quel che si dice è vero, tu mi sarai restituita. L’amore pel Re, il dovere per la Regina sono una bella cosa, ma infine, quando si ha un padre, che fuor di sua figlia non ha nessuno al mondo... Ma ripeto, ho una speranza, una speranza che, senza che tu venga meno a quel che tu dici il tuo dovere, potrò riaverti!

— Io non intendo, padre mio — disse Alma, la quale comprese che il vecchio duca le occultava qualcosa di grave.

— Non comprendi? Eppure tu devi sapere molte cose tu. Puoi negare — disse poi con voce sommessa e sedendole vicino — che... che Sua Maestà ha commesso delle gravi, gravissime imprudenze? Si dà per certo che sia stata lei a soffiare nel malcontento del popolino palermitano in occasione delle tasse sui grani; che fu lei a metter su la cosidetta Arciconfraternita di San Paolo con l’intento di scacciar gl’Inglesi dalla Sicilia; che fu lei ad ingaggiar tanti straccioni capaci di ogni delitto, che dopo averne commesso di nefandi poterono sfuggire alla giustizia dei Francesi. E tu, tu, povera creatura mia, devi vivere con una tal donna?

— Una tal donna, padre mio, rappresenta un principio, un diritto, un’idea. Non tocca a noi giudicar delle sue colpe, se ne ha: tocca a Dio.

— Discorriamo, via — disse il duca prendendo le mani tra le sue — discorriamo seriamente. Io sarei venuto a Castelvetrano per continuare il discorso che tu troncasti l’altra volta, con tanto poco riguardo per me, per tuo padre a cui unicamente sta a cuore la felicità tua. Ma è meglio che il nostro incontro sia dovuto al caso perchè... ai tempi che corrono si deve diffidare di tutto e di tutti, e quella donna ha pure le sue spie... Non che io tema di lei: per quanto intrighi, per quanto congiuri, non tornerà più, mai più, ad inferocire su questi poveri popoli!...

— Pure, padre mio, ella espia duramente...

— Ah, tu non la conosci. Si comprende che ella debba soffrire molto; ma credi tu che sia pentita? Credi tu che abbia rimorso del sangue che ha fatto spargere? Dio non voglia che ella torni ad essere regina di fatto: quali orrende vendette basterebbero alla sua ferocia? Ed anche tuo padre, vedi, ne sarebbe colpito, quantunque ti abbia messo al suo servizio. Quella lì è un’ingrata, quella lì è una...

— Vi ho detto, padre mio, che a me fa male sentir parlare così da voi che pur siete uno dei più nobili baroni del Regno...

— Perchè io sono rovinato, intendi? se tu non ti pieghi al mio volere, se tu non abbandoni quella donna al suo destino...

— Giammai, giammai per volontà mia! Dovevate pensarci prima di affannarvi tanto per ottenere la mia nomina a lettrice di Sua Maestà; giammai per il progetto che, come pare, accarezzate ancora!