— Che Vostra Maestà riposi bene — disse Carolina, facendo una gran riverenza.
— Va, figlia mia... altrettanto... altrettanto....
La Regina uscì. Il Re rimasto solo trasse un gran sospiro di sollievo.
— Non ne potevo più; non ne potevo più. Quando ci si mette... Via, dormiamo adesso, che è tardi, ben tardi!
E si coricò col pensiero alla caccia del domani ed al tasso che doveva esserne la vittima.
Una lampada di argento in un globo d’alabastro spandeva un fioco chiarore per la camera regale. I russi sonori dell’augusto dormiente rompevano il silenzio che regnava nella villa, quando un’ombra uscì da dietro una cortina che nascondeva la porta della stanza di toeletta. Quell’ombra si diede a strisciare lungo il muro con gli occhi fisi sul giacente, sostando talvolta, e ripigliando a strisciare allorchè si era rassicurato. Finalmente fu fuori la camera regale.
— Ah — disse tra sè, stirando le membra attrappite per essere stato a lungo immobile — quante lire sterline mi darà lord Bentinck per quel che gli andrò a dire?
II.
Lo scoglio di Malconsiglio è un isolotto deserto in pieno mare, dirimpetto all’estrema punta del porto di Trapani. La tradizione vuole che Procida abbia ivi riuniti i congiurati al tempo dei Vespri siciliani.
Alta era la notte, una notte tutta tenebre e senza stelle; la città era tetra e muta, tetro e muto era il porto. Le lampade innanzi alle Madonne annicchiate all’angolo delle strade e a prora dei bastimenti, gittavano dei fiochi bagliori nelle vie tenebrose e nelle tenebrose acque del mare.