Una barca condotta da due rematori mascherati e montata da un uomo tutto chiuso in una tunica nera il cui cappuccio copriva il capo, il cui viso era nascosto da una maschera, scivolava lungo il molo dello scoglio di Malconsiglio. Fin’allora l’uomo dalla tunica nera si era tenuto immobile; pur gli occhi, attraverso i fori della maschera vagavano per le tenebre, ma in un punto si fissarono verso la riva dalla quale si era staccato un canotto che tenendosi a distanza pareva seguisse o spiasse la barca.

— Una spia! — mormorò l’uomo chinandosi all’orecchio dei rematori — bisogna raggiungerla prima che si accorga della nostra intenzione.

La barca virò di bordo e con una arrancata fu a tre o quattro lunghezze di remi dal canotto che ebbe un istante di esitanza, quindi prese la fuga. Ma fu raggiunto. I due rematori della barca saltarono nel canotto che era montato da un solo uomo; si udì un tonfo nel mare, poi tutto fu silenzio. I due rematori tornarono nella barca che riprese a scorrere fra le tenebre profonde.

Giunta allo scoglio la barca andò a collocarsi in un piccolo seno ove altre barche che l’avevano preceduta erano già assicurate al lido. I rematori accostarono la barca a un muricciolo, e l’uomo vi saltò, indi si diresse verso il centro dell’isolotto in cui si tenevano aggruppati alcuni che portavano su i comuni panni l’istessa tonaca nera e sul viso la maschera. Il nuovo venuto fece udire un sibilo modulato stranamente, al quale sibilo quegli uomini si ordinarono in cerchio, pur serbando il silenzio.

— La parola d’ordine! — disse colui che pareva il capo penetrando nel cerchio.

E si diede a percorrerlo, fermandosi innanzi a ciascuno che gli diceva a bassa voce il motto di riconoscimento.

Quando il giro fu compiuto si fermò e traendo una lanterna cieca che segnò un cerchio di luce nelle tenebre, disse:

— Vi è uno straniero fra noi, una spia. Si è tradito nel profferir la parola di riconoscimento Sicilia. Che ognuno scopra il viso.

E togliendosi la maschera fece cadere il cappuccio scoprendo una maschia e bruna testa di siciliano nella maturità degli anni.

Tutti lo imitarono: egli ripetè il giro facendo riverberare su ciascuno la luce della lanterna.