Ah, ora capiva, capiva con un angoscioso stringimento di cuore perchè la Regina aveva voluto restar sola! E sarebbe stata la sua rovina! Coglierli in flagrante era questo il tranello, questo!

Intanto il duca aveva finito di abbigliarsi.

— Tu resterai qui? — le chiese.

— Sì; ho pregato Sua Maestà che mi dispensasse dall’intervenire al pranzo.

— Meglio, meglio così, figlia mia; non muoverti dall’alloggio di tuo padre. Parrà a tutti cosa naturalissima. Non commettere imprudenze: aspetta qui gli avvenimenti e vedrai che tutto sarà per il meglio. Confortati col dire a te stessa che in quello che accadrà tu non hai colpa alcuna, che fino all’ultimo hai compiuto il tuo dovere.

Le mandò un bacio con la mano ed uscì tirando a sè la porta.

Che fare, che fare? Doveva ella starsene indifferente mentre la Regina correva un tal pericolo, mentre egli, forse solo colpevole di non saper resistere alla volontà della donna regale, avrebbe scontato col sangue ciò che era in lui non amore, ma cavalleresca abnegazione? Doveva col suo silenzio metter la Regina, con la quale aveva vissuto per cinque anni in dimestichezza e che era stata sempre affettuosa con lei, meno dacchè la gelosia aveva incominciato a roderle il cuore, in piena balìa di quei prepotenti e brutali stranieri?

Pure immersa così nei suoi pensieri, non sentiva in sè l’energia di prendere una risoluzione, tanto si sentiva stanca nel corpo e nello spirito per tutte quelle traversie che l’una dopo l’altra l’avevano travagliata, tanto si sentiva oppressa e combattuta da un cumulo di sentimenti discordi. Ben comprendeva che le cose precipitavano al loro fine, e che di quel dramma nel quale aveva avuto tanta parte si appressava l’ultima scena, dopo la quale non sapeva intendere che cosa di lei dovesse avvenire!

Ella non si sentiva nata per la via avventurosa e irta di pericoli che pure aveva vissuto da qualche tempo: natura dolce e contemplativa, quante volte era tornata col pensiero ai suoi monti verdi, a piè dei quali biancheggiava il paesello poco lungi dalla casa paterna ove aveva vissuto nella serenità! A quali casi strani era andata incontro nel lasciarli! E chi sa se li avrebbe più riveduti, chi sa se sarebbe mai tornata in quella cameretta del vasto castello ove in tanta pace erano trascorsi i primi suoi anni!

Un tal pensiero le richiamò alla mente lui, lui che in quell’ora forse volgeva il passo verso l’abisso. E lei doveva salvarlo, non solo perchè era inutile nascondere a se stessa che l’anima sua era tutta satura di passione, ma anche perchè sentiva l’obbligo di riparare al danno che aveva prodotto l’ambizione del padre suo. Per suo padre, quell’unico e legittimo erede del duca di Fagnano aveva impreso quella vita così indegna: pel padre suo il figlio di uno dei primi signori del Regno era divenuto uno scorridore dei boschi ed ora si trovava impigliato in quell’avventura che al certo sarebbe finita tragicamente per lui! Non le aveva detto il padre che appena caduto in mano degl’Inglesi sarebbe stato processato e quindi tratto all’estremo supplizio?