— Voi siete sempre la Regina — mormorò Riccardo che era ricaduto nelle preoccupazioni perchè mentre la Regina inveiva, usato a distinguere gl’impercettibili rumori della notte, gli era parso di sentire nel parco dei calpestii e delle voci soffocate.
— Qui, a quest’ora, non vi è la Regina: vi è la donna che ti vede freddo e perplesso a sè dinnanzi — rispose lei guardandolo fieramente. — Alla donna parla, alla donna spiega il tuo contegno, alla donna svela tutta l’anima tua...
— Ebbene, sì. Sappiate che da tre giorni mi si pedina... a me non possono sfuggire certe manovre... mi si pedina da gente venduta agl’Inglesi. Mi sono alzato di notte e ho visto giù nella via delle ombre: al mattino quelle stesse ombre erano mendicanti, mulattieri, merciaiuoli. Non è me che si può ingannare con un travestimento... Ovunque sono andato in questi giorni ho visto i merciaiuoli, i mendicanti istessi che pur cercavano di nascondersi. Sono stato prudente perchè.... perchè avevo promesso di venir qui a qualunque costo, e son venuto, ma seguìto a distanza da quelle ombre. Che cosa si trama contro di voi, contro di voi, o Regina, chè io sono ben misera cosa per destar tanto interesse alle spie degl’Inglesi? Non so, ma non m’inganno, non m’inganno: un pericolo vi sovrasta.
Ella aveva ascoltato or con un sorriso di dubbio, ora col viso velato da una nube di preoccupazione. L’accento del giovane era sincero, ma lei gli faceva una colpa della sua paura, pur comprendendo che aveva paura per lei.
— Ah, se mi amasse — diceva a se stessa ascoltandolo — non curerebbe il pericolo anche imminente!
Si sentiva stizzita ed insieme umiliata. Era il devoto, era il suddito fedele, era un partigiano pronto a dar la vita per lei, ma non era l’amante. Comprese che bisognava uscire da quella situazione così penosa per entrambi.
— Io non ho nulla a temere — gli disse, assumendo un’aria austera e sdegnosa. — Io sono Maria Carolina, arciduchessa d’Austria e Regina di Napoli e di Sicilia, l’avete dimenticato forse?
Non aveva finito di dir queste parole quando la porticina in fondo si aprì. Con le vestì scomposte, i capelli disciolti, Alma irruppe, mentre Riccardo e la Regina davano in un grido di stupore e di spavento insieme.
— Salvatevi, salvatevi — gridò Alma affannosamente — vi si è teso un tranello: Salvatevi!
— Un tranello, un tranello a me? — disse la Regina che era stata colpita da un sinistro pensiero e volgeva lo sguardo, in cui si leggeva il sospetto e in cui balenava il furore, or su Riccardo, ora sulla giovinetta.