Intanto bisognava decidersi.
— È la rinunzia a tutti i miei sogni, a tutti i miei progetti — mormorò la Regina — è l’esilio, è l’infamia, è il disprezzo di tutta la Corte!
— Ed è anche la morte dell’uomo che amate! — disse grave e solenne la giovinetta.
La Regina sussultò, chè ancora non le era balenata tale altra terribile verità.
— Che hai tu detto, che hai tu detto?
— Ho detto — continuò Alma — che il figlio del duca di Fagnano sarà appiccato, non perchè vostro amante, ma perchè ladro ed assassino!
— Io, io! — gridò Riccardo. — Va, fanciulla, va, tu non mi conosci! Quanti morti, quanti morti dovran pagare la mia vita!
Poi con gli occhi sfavillanti di orgoglio, risollevandosi in tutta la persona, ridivenendo il capobanda audace e imperioso:
— Ritraetevi in quella stanza — gridò. — Ora io, io qui comando, io che son giunto al fine della mia vita.
— Noi abbiamo l’obbligo di salvar la Regina! — rispose Alma.