Coloro che avevano picchiato, dopo aver atteso un pezzo si eran dati di nuovo a battere alla porta.
— Ma come, ma come? — disse lui tuttora sdegnoso.
— Lo sai tu un mezzo? Dillo, dillo — esclamò la Regina che aveva sentito rinascere la speranza. — Dillo, e la mia riconoscenza sarà eterna.
— Havvene un solo, un solo, che costerà a me il mio onore, ma che salverà la vita a lui, ed a Vostra Maestà il decoro.
Ciò detto, mentre Riccardo e la Regina eran rimasti confusi, stupiti, non sapendo qual disegno volgesse in mente, Alma si diresse verso la porta e l’aprì.
— Che volete, signori? — chiese ai primi che vide.
L’anticamera era affollata. Le grida avevano destato anche coloro che non erano a parte di quel che si macchinava; gli altri non erano andati punto a letto aspettando il grave e per alcuni divertentissimo avvenimento.
— Un ladro, duchessa, oppure un assassino che premedita un sacrilego attentato, si è introdotto nella villa reale e per la veranda della camera di Sua Maestà la Regina è penetrato qui dentro. Fu visto dalle guardie che ora custodiscono il parco.
— Qui non ci è nessuno che possa giustificare un tal sospetto.
— Eccolo, eccolo — gridarono alcune voci additando Riccardo che tuttora sconvolto per la risoluzione di Alma si teneva immobile in mezzo alla stanza.