Solo Riccardo si teneva immobile; pure nello sguardo che aveva rivolto alla giovinetta con lo stupore ci era anche una tenerezza ineffabile.
Ma il duca non si diede per vinto: aveva fatto uno sforzo per tornare sereno e con un sorriso d’ironia, col volto improntato ad ipocrita bontà come se bene comprendesse il sacrificio della figliuola in omaggio alla Regina, disse nel silenzio profondo degli astanti tuttora incerti e sorpresi:
— Io non so, mia cara, io tuo padre, da quale sentimento sei mossa a dir cosa tanto strana e tanto inverosimile; ma per fare di cotesto avventuriero un duca di Fagnano non basta... non basta un generoso per quanto irreflessivo impulso, prodotto, ne convengo e ne esulto anche, da una nobile devozione. Ma gli altri, questi signori che conoscono un solo duca di Fagnano vero e legittimo del quale tu sei la buona ma troppo inesperta figliuola... gli altri crederanno che tu, pur così leale sempre, tu che hai sempre odiato la menzogna, sei ricorsa alla menzogna per...
— Non proseguite padre mio — interruppe Alma raffrenando il suo sdegno, ben comprendendo qual fosse l’intenzione del padre che era rimasto interdetto.
Poi avanzandosi verso la folla, la giovinetta stese il braccio e disse con voce sicura e con aspetto severo e solenne:
— Giuro sulla santa e pura memoria di mia madre che questo giovane è il figlio legittimo di Tommaso duca di Fagnano, fratello primogenito di mio padre, che lo ha riconosciuto in punto di morte; ed ecco l’atto matrimoniale, non che la fede di battesimo che attestano quanto ho detto. A voi, conte di Ferrantino, come notaio della Corona affido questi documenti per gli effetti che ne dovran derivare.
Si avanzò vieppiù verso la folla e porse ad un gentiluomo che era innanzi agli altri l’atto matrimoniale che Vittoria le aveva dato.
Il duca di Ferrantino lo dispiegò: intorno a lui, chè la ben giustificata curiosità vinceva la discretezza, si strinsero i più vicini, sporgendo la testa per leggere il documento il quale spogliava dei titoli e degli averi colui che finallora li aveva posseduti.
Ed era stata la figlia, la figlia istessa la rivelatrice di un tal documento! Si era quasi del tutto obbliato il perchè, infrangendo le regali prerogative, quella gente avesse invaso la camera della Regina; tanto l’accaduto era parso singolare!
Il duca pallido, sconvolto, si rivolgeva ai vicini affettando disinvoltura e mormorando, come se gli altri avessero dovuto comprendere al par di lui che fosse quella una commedia: