— Tacete voi, tacete — gli disse. — Tocca a me far sapere il perchè voi siete qui.

Poi volgendosi agli astanti disse con voce ferma:

— Signori, quest’uomo è qui perchè quest’uomo è il mio amante!

— Non è vero, non è vero, mia figlia mente, non è vero! — gridò il duca di Fagnano colpito al cuore da quelle parole.

— Non mento, padre mio — rispose lei. — Ripeto che quest’uomo è qui, quest’uomo, mio cugino, figlio del fratello di mio padre, perchè esso è il mio amante!

Lo stupore in tutti era grande. La Regina, che non si aspettava una tanto audace menzogna, era rimasta più degli altri colpita, pur non osando smentire la giovinetta che guardava con gli occhi sbarrati, quasi con terrore.

Era lei, lei che aveva vinto su tutti, che aveva scombussolato lord Bentinck, il quale ad onta della sua flemma inglese non aveva saputo dissimulare la rabbia nel veder mandati a vuoto i suoi biechi disegni; lei che, esposta a tutti gli sguardi si teneva fieramente dritta in piedi, mentre Riccardo era rimasto come fulminato da quella eroica menzogna.

Ma una voce che si elevò dalla porta ruppe il silenzio che aveva tenuto dietro alle parole di Alma. Quella voce gridò:

— Sua Maestà il Re.

Ferdinando IV apparve sulla soglia e si fermò un istante a guardare quella gente come se di tutto fosse ignaro. Poi: