Intanto si erano incamminati verso il molino. Carmine mise il muletto sotto la tettoia e poi entrò nella stanzuccia.

— I tuoi guai! — disse tra severo e scherzoso — E che ti manca? Non hai avuti condonati tutti i debitucci dall’amministrazione del duca e non sei stata affrancata dal censo?

— Dico guai così per dire...

— So, so quel che ti manca... Un marito, vecchia strega...

— E credi tu che se lo volessi... Sarebbe più facile a me di trovare un marito che a te una moglie, a te che non puoi reggere neanche i calzoni...

— Andiamo, via, porta codesta bottiglia di vino. E bada veh, che se vorrai parlar sempre tu, io tacerò lasciandoti struggere dalla curiosità.

— Ci sono dunque delle notizie? — gridò la vecchia sollevando il capo con gli occhi balenanti per la gioia.

— Si e no. Ma porta il vino, porta i biscotti. Io andavo in pace per la mia strada: fosti tu ad invitarmi...

— O che forse in altri tempi non eri tu a venirmi attorno, non eri tu?

I due vecchietti si scambiarono un’occhiata maliziosa e insieme un melanconico sorriso.