— Aspettami, sai, domani!
Egli si rivolse e le fece un segnò di assentimento.
Quando Carmine tornò al castello con le lettere e i giornali pel duca, trovò nella stanza da studio, come di consueto, colei che oramai da tutti era chiamata la contessa. Un velo di malinconia era diffuso pel volto delicato della giovinetta e ne rendeva più vaga la leggiadria. I grandi occhi pensosi raggiavano di una luce più blanda e la piega di dolore delle labbra era indizio dei segreti affanni di quel giovane cuore.
Gli occhi le si accesero allorchè vide entrar Carmine e fissarono il mucchio delle lettere e dei giornali che egli le porse come faceva sempre, quantunque il duca fosse seduto lì innanzi allo scrittoio. Ella ne lesse gl’indirizzi, e infine con un sospiro invano, trattenuto, diede al padre lettere e giornali.
— Povera figliuola! — mormorò il duca restando per un pezzo a fissarla.
Ella muoveva per andar via, visibilmente delusa, come ogni volta, nella sua vaga speranza. La posta non giungeva che soli due giorni la settimana, il mercoledì e il sabato, ed erano i giorni in cui ella or per una scusa or per un’altra si faceva trovare da Carmine nello studio di suo padre.
Fin dalla mattina ella appariva irrequieta, stizzosa, svogliata. Le due cameriere siciliane che l’avevano seguita oramai sapevano che la loro padrona in quei giorni mutava di umore per poi tornare come al consueto buona, indulgente e come affatto estranea a tutto.
Le due cameriere ne avevano ben compreso la causa e la commiseravano nei loro discorsi; ma usate al riserbo e alla discretezza non lasciavamo intravedere nulla a lei che appena tornato Carmine rientrava nelle sue stanze, ove per ore ed ore se ne stava assorta in pensieri assai tristi, a giudicar dallo aspetto di lei, e talvolta anche era stata sorpresa con gli occhi gonfi di lagrime.
Il duca aveva tentato di trarla da quello stato di angoscia muta e raccolta, ed era giunto financo a proporle di fare un viaggio per l’Italia; ma lei, senza rispondere, gli aveva rivolto uno sguardo così sdegnoso che il vecchio, timido e dimesso innanzi a sua figlia, non aveva osato d’insistere.
— Povera figliuola! — aveva detto mentre ella usciva dalla stanza.